Kundalini

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Diagramma dei chakra e Kundalini

Kundalini è un termine della filosofia Advaita e di altre tradizioni yogiche tra le quali quella classica di Patanjali. La conoscenza della kundalini è nota ai maestri spirituali indiani fin dai tempi più antichi, ma è stata diffusa a livello di massa solo recentemente 

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Dharma 

Il termine Dharma ha la sua derivazione dalla radice

" dr – supportare, sostenere ".

La sua radice indica "ciò che sostiene la nostra esistenza."

Sostegno dell'esistenza è il coordinamento dell'attività dell'essere, secondo la relazione eterna che lo unisce al Signore Supremo. Dio l'Essere Supremo rappresenta, infatti, il centro intorno a cui gravitano tutti gli esseri viventi.

Nelle Sacre Scritture il termine Dharma è usato per descrivere "l'intero complesso dei doveri religiosi", ed è la parola più comunemente usata con il significato di religione, cioè di funzione naturale ed eterna dell'essere individuale; che consiste nel seguire le leggi stabilite da Dio e servirlo con amore e devozione. Così come la funzione e qualità inerente dello zucchero è dolcificare così nell'uomo è amare Dio.

http://www.hinduism.it/Dharma.html 

 

Postfordismo

Vedi anche

FORD – JUST IN TIME – MODELLO GIAPPONESE – PIORE SABEL E ZEITLIN – TAYLOR

Concetti e parole chiave

Fabbrica snella – Integrazione orizzontale – Qualità totale – Sviluppo delle competenze

Spiegazione

Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80 i paesi tecnologicamente più sviluppati sono interessati da un insieme di trasformazioni economiche, istituzionali, sociali, tanto profondo da determinare un vero e proprio passaggio di fase. Dopo lunghi decenni di dominio incontrastato, il modello sociale e produttivo fordista, quello specifico modo di produrre e di regolare la società che tanto peso aveva avuto nelle vicende economiche e istituzionali dei paesi più sviluppati, va in crisi. È una crisi che investe più cose e ambiti, anche molto diversi tra loro per rilevanza, che produce nei diversi paesi esiti anche molto diversi a seconda del ruolo che ciascuno di essi riveste nell’ambito della divisione internazionale del lavoro, degli attori istituzionali coinvolti nel processo regolativi, dei sistemi di welfare vigenti, del ruolo e del peso del sindacato.

Vanno in crisi le strutture organizzate secondo criteri gerarchici (to make) e integrate per via verticale. È pesantemente messo in discussione il modello concertativo di distribuzione della ricchezza definito tra le grandi rappresentanze imprenditoriali e sindacali con la supervisione degli stati nazionali. Vanno in crisi gli stati nazione, si modificano i rapporti di forza tra politica – nazione ed economia mondo, si affermano poteri di livello sovranazionale, si assiste a una sensibile contrazione dell'intervento dello stato nell'economia (in particolare nel settore industriale, come attesta il diffuso processo di privatizzazione avvenuto nelle economie di mercato sviluppate). Mutano le forme e la regolamentazione del lavoro, della sua organizzazione e rappresentanza, c’è un oggettivo ridimensionamento del ruolo contrattuale del sindacato, una crisi della contrattazione collettiva associata a una contemporanea crescita di forme di individualismo contrattuale (in particolare dal versante retributivo). Il posto di lavoro fisso per tutto l’arco della vita diventa sempre più un retaggio del passato, mentre i processi di flessibilità si accentuano sempre di più fino ad assumere sempre più i caratteri della precarietà e dell’insicurezza.

Il cambiamento insomma non si ferma alla fabbrica ma investe il territorio, la società, i rapporti economici, istituzionali, politici, che a livello sociale e territoriale si determinano. Detto che il tramonto del FORDISMO non é riducibile a una mera questione di ordine cronologico (non a caso attività nate recentemente, come i call center o i fast food sono strutturate secondo i principi tayloristici – fordisti), si può aggiungere che a questo cambiamento viene dato un nome, POSTFORDISMO, non a caso abbastanza generale da definire un ambito significativamente più vasto di quello che si riferisce alla modificazione tecnologica e organizzativa dei processi di produzione, tanto da rappresentare un riferimento sia per coloro che guardano ai cambiamenti in atto nella società e nell’economia esaltandone il carattere innovativo e l’apertura di nuovi scenari, sia per coloro che all’opposto mettono decisamente in risalto gli aspetti distruttivi e socialmente disgreganti connessi a tale fase dello sviluppo capitalistico.

http://organizzazioni.blogspot.com/2005/11/postfordismo.html 

 

 

Meaning of the Christian Fish Symbol

Did Christians adopt this sign from Paganism?

 

The Christian Fish Symbol (also called ‘The Jesus Fish’)

Photo © bikercrosses.com
The fish symbol incorporated into a Cross Pattee on a mousepad

The Christian fish symbol is usually just two simple curved lines. Modern looking and sleek, often seen on car bumpers, it gives many people the impression that it’s a new symbol. In fact, its history goes back even further than the cross as a symbol used by Christians.

As early as the second century Titus Flavius Clemens (St. Clement of Alexandria), suggested that Christians identify themselves with a seal engraved with a fish or dove (Paedagogus, III, xi. See also Dove Cross.) Even before that time, inscriptions on monuments2 suggest that the fish symbol was familiar to Christians.

http://www.seiyaku.com/customs/fish/fish.html

Agnosticismo

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Thomas Henry Huxley, che per primo coniò il termine agnosticismo

In termini generici il termine agnosticismo (dal greco a-gnothein let. non sapere) indica un atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto a un problema, poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza.

L’agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Nello specifico questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio, ma può anche riguardare l’etica, la politica o la società.

Si suole distinguere, riguardo alle persone non credenti in una religione, tra ateismo e agnosticismo. La differenza sta nel fatto che, mentre l’agnostico afferma semplicemente l’impossibilità di conoscere la verità sull’esistenza di Dio o di altre forze soprannaturali, l’ateo, al contrario, afferma con certezza che non esiste alcun Dio o qualsiasi altro tipo di entità o forza superiore.

In pratica la posizione "agnostica" deriva dallo scetticismo, che praticava una simile ma più radicale sospensione del giudizio nell’epistemologia, ritenendo tutta la conoscenza umana sempre dubitabile e perfettibile.

Gli agnostici non sono necessariamente indifferenti al problema della fede e all’attività spirituale o religiosa. Molti di coloro che stanno attivamente cercando una fede o sono in dubbio, hanno sostanzialmente una posizione agnostica, paragonabile al dubbio metodologico nella filosofia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Agnosticismo

   Il Colosso dell’Appennino (1580 circa) – Giambologna.

Statua dell'Appennino, Giambologna, 1579-1580, Parco Mediceo di Pratolino, Vaglia.

http://brunelleschi.imss.fi.it/itinerari/immagine/img5275.html

Forse è solo un sogno, ma pare davvero uscito da una favola, quel gigante di pietra che ci fissa, malinconico e pensoso, dietro un laghetto. Un gigante che a fatica pare reggere il peso dei suoi anni. No, non siamo in uno dei brulli paesaggi esotici da Mille e una Notte o nel mezzo di una foresta abitata da elfi e fate. Ci troviamo, invece, a Pratolino, appena sopra Firenze. Ed il gigante che ci inquieta, altri non è che la smisurata statua dell’Appennino, realizzata dal Giambologna, eclettico artista della corte dei Medici, fra il 1579 ed il 1580. La sua imensa e grivia massa curva è rappresentata mentre con la mano preme, quasi a volerlo soffocare nell’acqua sottostante, la testa di un mostro. Un’opera davvero colossale, ma che è anche il simbolo ed il custode del grande parco romantico di Villa Demidoff. E’ lui che per primo scruta ed accoglie i visitatori. Eppure, piazzato lì, in fondo al grande spiazzo d’erba, dietro lo specchio d’acqua del laghetto, pare quasi eccessivamente isolato. Abbiamo la netta impressione che manchi qualcosa, come se la grande creatura che abbiamo davanti agli occhi sia la materializzazione solo parziale di una splendida favola d’altri tempi.

http://www.secrettuscany.it/ville_giardini_villa_demidoff.htm

 

Tao Te Ching – (Dao De Jing ) 

by Lao Tzu   (Lao Zi)  (literally “Way of  Strength/Virtue, Scripture”). A basic text of Taoism.
 
        
        This statue of Lao Zi is carved from the stone of a mountain,

        reflecting the harmony of the Tao
http://art-energy.org/aboutqigong.html#other

Il Tao Te Ching (in Wade-Giles) o Dàodéjīng (pinyin), in cinese 道德經 [Listen [?·info]], è un’opera breve di soli 5.000 caratteri. Si compone di ottantuno capitoletti e per la sua difficoltà di interpretazione continua ad essere studiato e commentato. Il libro è oscurissimo, criptico, a volte ambiguo. A ciò si aggiunge il sospetto che le tavolette dalle quali era composto, mal rilegate, si slegassero frequentemente, in modo tale che blocchi di caratteri si mescolassero nel tramandarlo: da qui il sorgere di numerose questioni critiche e interpretative. Il testo permette di affrontare diversi piani di lettura e d’interpretazione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Daodejing