La tomba di Genzio, re degli Illiri

MAUSOLEO ROMANO

La sepoltura, sita in via del Mausoleo, è situata lungo via del Mausoleo. Ha una struttura circolare in opera cementizia originariamente rivestita di grossi blocchi squadrati di calcare locale. All’interno la camera sepolcrale, molto ben conservata, ha pareti a blocchi squadrati di calcare locale e volta a botte.

Attualmente il rivestimento di lastre di marmo è andato perduto, ma l'interno è molto ben conservato. La Camera sepolcrale è di raffinata fattura con volta a botte illuminata da finestrella: la datazione del monumento è protoaugustea.

L'edificio è alto 9 m e la stanza sepolcrale misura 6,30 x 4,72 m. Per lo storico latino Tito Livio, l'edificio è la tomba di Genzio(Genti), re dell'Illiria , che fu prigioniero a Gubbio dopo la sua resa ai Romani nel 168 a.C.


 

Gubbio, neutrale nella guerra tra Roma e i Sanniti conclusasi nel 295 a.c. con la battaglia del Sentino (Sassoferrato), nello stesso anno strinse alleanza con Roma, temendo l'attacco di altri popoli, soprattutto etruschi, e prese il nome di IGUVIUM, divenuto nel medioevo EUGUBIUM.

Nell'anno 166 a.c., dato gli ottimi rapporti con Roma, questa affidò alla Magistratura Eugubina la custodia di un prigioniero regale: Genzio re degli Illiri, con moglie e figli e pure col fratello Caravanzio. Qui Genzio, il prigioniero dai romani, dopo un paio d'anni morì e fu sepolto nel Mausoleo.

Gubbio, neutrale nella guerra tra Roma e i Sanniti conclusasi nel 295 a.c. con la battaglia del Sentino (Sassoferrato), nello stesso anno strinse alleanza con Roma, temendo l'attacco di altri popoli, soprattutto etruschi, e prese il nome di IGUVIUM, divenuto nel medioevo EUGUBIUM.

Nell'anno 166 a.c., dato gli ottimi rapporti con Roma, questa affidò alla Magistratura Eugubina la custodia di un prigioniero regale: Genzio re degli Illiri, con moglie e figli e pure col fratello Caravanzio. Qui Genzio, il prigioniero dai romani, dopo un paio d'anni morì e fu sepolto nel Mausoleo.

 Gubbio, neutrale nella guerra tra Roma e i Sanniti conclusasi nel 295 a.c. con la battaglia del Sentino (Sassoferrato), nello stesso anno strinse alleanza con Roma, temendo l'attacco di altri popoli, soprattutto etruschi, e prese il nome di IGUVIUM, divenuto nel medioevo EUGUBIUM.

Nell'anno 166 a.c., dato gli ottimi rapporti con Roma, questa affidò alla Magistratura Eugubina la custodia di un prigioniero regale: Genzio re degli Illiri, con moglie e figli e pure col fratello Caravanzio. Qui Genzio, il prigioniero dai romani, dopo un paio d'anni morì e fu sepolto nel Mausoleo.

 Gubbio, neutrale nella guerra tra Roma e i Sanniti conclusasi nel 295 a.c. con la battaglia del Sentino (Sassoferrato), nello stesso anno strinse alleanza con Roma, temendo l'attacco di altri popoli, soprattutto etruschi, e prese il nome di IGUVIUM, divenuto nel medioevo EUGUBIUM.

Nell'anno 166 a.c., dato gli ottimi rapporti con Roma, questa affidò alla Magistratura Eugubina la custodia di un prigioniero regale: Genzio re degli Illiri, con moglie e figli e pure col fratello Caravanzio. Qui Genzio, il prigioniero dai romani, dopo un paio d'anni morì e fu sepolto nel Mausoleo.

 

   





Mausoleo Romano


<!– –>Nei pressi del Teatro Romano, sorge un rudere d’epoca umbro-romana: il cosiddetto “Mausoleo”. Per lo storico latino Tito Livio, l'edificio è la tomba di Genzio, re dell'Illiria, parte occidentale della penisola balcanica: fatto prigioniero dai romani nel 168 a.C., Genzio fu tenuto prigioniero a Gubbio e qui morì e fu sepolto. Secondo altri, sarebbe la tomba di un certo Lucio Pomponio Grecino, figlio di un console o di un prefetto romano.

Il manufatto è alto nove metri. L'esterno doveva essere rivestito di pietre, ma queste, in epoca medievale, furono asportate e probabilmente utilizzate per la costruzione di qualche edificio. L'interno è ben conservato, anche se ha perduto le lastre di marmo; la camera sepolcrale è di raffinata fattura e presenta una volta a botte, illuminata da una piccola finestra situata sopra la porta.<!– –> 


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