Introduzione a Marx /8 – Il plusvalore
di Carlo Fracasso

http://digilander.libero.it/moses/marx09.html

In sostanza, è questo che va compreso, Marx critica il sistema capitalistico non perchè la forza-lavoro abbia un basso prezzo, ma perché essa è considerata "merce". Ovvero perché si parla di forza-lavoro e non di uomini. Egli contesta il sistema non perché il lavoro subisca una svalutazione sul mercato , ma perché il lavoratore in quanto uomo è sottomesso al mercato, lo subisce: è uomo-oggetto.
E’ quindi una condanna etico-morale del sistema, non una contestazione dall’interno per presunte ingiustizie o soprusi.
In altre parole: l’uomo ridotto a merce e valore d’uso e di scambio.
Ciò che l’intero sistema capitalistico nasconde con l’apparenza di una giornata di lavoro in fabbrica è quanto nel sistema feudale era invece ben visibile: la corvée dei servi della gleba a vantaggio del signore o del vescovo. Nell’apparente unitarietà della durata del tempo di lavoro dell’operaio la differenza tra quella porzione necessaria a realizzare il proprio salario e la parte dedicata al profitto capitalistico è scomparsa.
In ciò è l’essenza dello sfruttamento capitalistico del lavoro operaio.

Plusvalore, salario e capitale: rendita e profitto

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