L’Archivio della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana, dal nome dello studioso fiorentino che ne ha curato la raccolta, comprende una miscellanea di materiale documentario relativo all’emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento.

In Italia la rilevazione statistica del fenomeno emigratorio da parte dello Stato ha inizio nel 1876: da allora, e nel corso di un secolo, sono andate all’estero 26 milioni di italiani, in maggioranza maschi e in età lavorativa. Circa un terzo di essi è tornato.

Più di 10 milioni sono partiti dal Sud e dalle isole, 5 milioni dal Centro, 5 milioni e mezzo dal Nord Est, 5 milioni dal Nord Ovest. In prevalenza: Veneti, Campani, Siciliani, Lombardi, Piemontesi e Calabresi. I paesi che ne hanno accolto il maggior numero sono stati: Stati Uniti d’America (circa 6 milioni), Francia (4 milioni e mezzo), Germania (2 milioni e mezzo), Brasile (1 milione e mezzo) e Canada (più di mezzo milione).

La Toscana, considerando le statistiche su base decennale, ha avuto il maggior numero di emigranti nel periodo 1906-1915, con circa 330.000 partenze, e il dato era in crescita dal 1876-1885 anni in cui erano emigrate circa 85.000 persone

Disaggregando I dati risulta che il maggior numero di partenze si è avuto dalla Lucchesia anche se quello che oggi è il territorio della Provincia di Lucca è stato diviso sino al 1923, tra Lucca e Massa.

http://www.fondazionepaolocresci.it/fondazione_storia.asp


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