Vite Parallele

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Le Vite dei nobili Greci e Romani, di Plutarco, sono una serie di biografie di uomini celebri, riunite in coppie per mostrare vizi o virtù morali comuni ad entrambi. Le sopravvissute Vite Parallele (in greco: Βίοι Παράλληλοι), come sono più comunemente e propriamente note, consistono di ventitré coppie di biografie, ognuna narrante le vita di un uomo greco e di uno romano, insieme a quattro vite spaiate. È un lavoro di notevole importanza e grande bellezza, non solo come fonte di informazioni riguardo agli individui descritti, ma anche come descrizione del periodo in cui vissero. Molti gli scrittori, da Dante a Shakespeare, che ne hanno tratto ispirazione. Si può dire che non esiste opera che faccia riferimento al mondo antico in cui non vi sia qualche eco delle Vite.

Come spiega nel primo paragrafo della Vita di Alessandro, Plutarco non era tanto interessato a fare della storia, quanto ad esplorare l’influenza dei caratteri —in positivo o negativo— sulle vite e sui destini di uomini celebri. La prima coppia (EpaminondaScipione l’Africano) non esiste più, e molte altre vite sono incomplete, contengono ovvie lacune o sono state rimaneggiate successivamente.

La Vita di Alessandro è uno dei cinque testi superstiti che narrano episodi non riportati da nessun’altra fonte della vita di Alessandro Magno. Allo stesso modo, il ritratto di Numa Pompilio, contiene informazioni uniche sul primo calendario romano.


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