UN ITALIANO SU QUATTRO HA SUBITO FURTO IDENTITA’

ROMA – Un italiano su quattro ha subito almeno una volta nella vita il furto della propria identità e uno su due lo scopre solo guardando il proprio estratto conto. Ma nonostante ciò non siamo un popolo di sprovveduti: solo il 15,5% è caduto nella trappola del phishing, le email provenienti da false finanziarie e banche che chiedono l’aggiornamento dei dati sensibili. 

Dall’analisi dei numeri contenuti nella ricerca realizzata dall’Adiconsum, presentata oggi a Roma, emergono alcune certezze e diverse novità; ma, soprattutto, si conferma che nell’era di internet il fenomeno interessa tutto l’occidente e che c’è un gap normativo da colmare per porre un freno alla sua crescita costante. 

Lo studio è stato svolto su un campione di 1.325 persone rappresentative di tutta la popolazione. "La necessità di una ricerca simile – sottolinea l’Adiconsum – nasce dal fatto che si tratta di un fenomeno in notevole crescita in Europa e negli Usa, e che i dati relativi al nostro paese sono estremamente frammentati. Elemento, questo, che non consente una fotografia sufficientemente nitida del fenomeno". 

Un’analisi reale visto che a disposizione ci sono soltanto stime del 2006, quando in Italia sono stati ipotizzati oltre 17mila tentativi di frode creditizia, il 55% in più rispetto al 2005, per circa 80 milioni (erano 46,5 nel 2005). Numeri tutto sommato ancora bassi se paragonati con quelli degli altri paesi: da un sondaggio effettuato negli Usa è emerso che un americano su 5 ha subito il furto dei dati bancari e uno su 7 quello dei propri documenti. Nel 2007, inoltre, sono stati 8,4 milioni gli americani truffati. 

Quanto all’Europa, una ricerca in 5 paesi (Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Belgio e Olanda) ha quantificato in 6,5 milioni i cittadini vittime delle frodi. Del 26% degli intervistati che hanno dichiarato di aver vissuto almeno una volta un furto d’identità, il 53% lo ha subito dopo il furto o lo smarrimento di documenti, estratti conto, carte di credito. 

Un 25% dice invece di aver avuto la carta di credito clonata, il 18% di aver sottoscritto contratti online senza saperlo, il 28% di aver acquistato beni o servizi mai recapitati, mentre il 29% si è visto addebitare somme per acquisti non richiesti. Il 57% del campione ha ammesso di aver scoperto la truffa solo leggendo l’estratto conto, mentre il 20% dalle forze dell’ordine e il 29,5% dalla propria banca. 

Proprio la mancanza di informazione dettagliate su come proteggersi è uno dei problemi più sentiti dal 55% degli intervistati, mentre uno su due dice addirittura di non aver mai sentito parlare del problema. E se è vero che il 33% non prende alcuna precauzione per ridurre i rischi su internet, una buona metà fa acquisti in rete (il 51%), custodisce documenti e pin in luoghi sicuri (69%), controlla che i siti dove acquista siano protetti da sistemi informatici (58%), utilizza firewall, antivirus e anti spaywere per proteggere il proprio computer (56%). Quanto alle cifre sottratte, il 47% ha dichiarato somme che non superano i 500 euro e soltanto il 10% degli intervistati ha detto di essersi visto sottrarre più di mille euro. 

Ma chi sono le vittime preferite dei ladri d’identità? La ricerca individua nei lavoratori dipendenti, nei commercianti e nei liberi professionisti del centro Italia le categorie più a rischio. Anche se sono proprio queste persone, che usano il pc abitualmente per effettuare acquisti, ad essere quelle che pongono maggior attenzione a non cadere nella trappola.

fonte:www.ansa.it


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