COSPE FLASH n.6 /2009
EDIZIONE STRAORDINARIA
Marzo 2009
 
22 Marzo Giornata Mondiale dell’Acqua.
Perché l’acqua non può essere un diritto di tutti?
 
 
Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, proclamata nel 1993 dall’Assemblea delle Nazioni Unite con l’obiettivo contribuire alla riflessione sull’importanza dell’acqua e sulla difesa di una gestione sostenibile di tale risorsa.
 
Quest’anno più che mai a causa della criticità della crisi economica mondiale, si sente la necessità di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’urgenza di un piano di cooperazione nella salvaguardia delle risorse idriche del pianeta, con il fine di garantire un democratico accesso all’acqua e di evitare futuri conflitti dovuti a commercializzazioni o speculazioni sulle risorse idriche.
 
Questo 22 marzo sarà un momento utile per ribadire alle Nazioni Unite, all’Europa e ai singoli Governi la necessità impellente di un Piano Mondiale dell’Acqua, basato sul riconoscimento del Diritto universale all’Acqua,  sull’esclusione dei servizi idrici dalle leggi del commercio, e inserendo il diritto all’acqua nelle costituzioni delle legislazioni nazionali e regionali.
Per Cospe il 22 marzo sarà un momento importante soprattutto a livello locale, da una parte per promuovere e difendere il carattere pubblico delle risorse e dei servizi idrici nei programmi e nelle politiche dei Comuni, delle Regioni e delle Province italiane, dall’altra per ribadire ancora una volta l’importanza del consumo responsabile da parte dei cittadini. In questa fase un grande supporto verrà dato dagli aderenti alla “Rete di Vico”, un gruppo di associazioni, organizzazioni, gruppi informali, aziende, istituzioni e singole persone coordinate da Cospe, che dallo scorso maggio hanno definito un patto di azione comune.
 
In questo momento Cospe è presente insieme ai movimenti dell’acqua già riunitisi a Belem lo scorso gennaio al Contro Forum Internazionale sull’Acqua di Istanbul (18- 22 marzo) con alcune proposte di  cooperazione transfrontaliera nella gestione delle risorse idriche,  per sottrarle al dominio dell’economia e della finanza. Seguiremo i lavori richiedendo con forza  l’esclusione dell’acqua dai negoziati della OMC e dagli altri accordi di libero commercio ed un cambiamento di tendenza  sia a livello bilaterale e multilaterale delle politiche dell’acqua.
 

CONTROFORUM INTERNAZIONALE SULL’ACQUA

IL GIORNO DEI MOVIMENTI INTERNAZIONALI
il comunicato stampa del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua  – 19 marzo 2009
Oggi, 19 marzo, si presenta come uno degli appuntamenti più significativi per il Forum Alternativo dell’Acqua, ad Istanbul dal 12 al 22 marzo. La mattina alle 11 è prevista la conferenza stampa durante la quale le centinaia di movimenti, organizzazioni e reti continentali in difesa dell’acqua riuniti in Turchia per contestare la legittimità del Forum ufficiale, presenteranno le proposte sorte dalle giornate di seminari comuni attraverso una rappresentanza di cinque persone, una per continente. In particolare, verranno denunciate le pratiche repressive del governo turco durante le giornate dei vertici mondiali; verrà  dichiarata l’illegittimità del World Water Forum; verrà chiesto ufficialmente ai governi di disconoscere il World Water Forum. Sempre nella mattinata, fra i numerosi incontri previsti sarà  presente anche la deputata kurda Sebahat Tuncel, che incontrerà alcuni eurodeputati, oltre che i rappresentanti della FAL, rete delle autorità  locali.

Durante il pomeriggio sono previsti degli interventi di un rappresentante del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che assieme ad un rappresentante delle ong europee illustrerà  la difficile situazione dell’Europa in tema di acqua, nonchè gli  obiettivi e le sfide della neonata Rete Europea.

Per la prima volta inoltre, Forum e Controforum avranno avranno un momento di interscambio attraverso la partecipazione di Maude Barlow, Senior Advisor on Water Issues per l’Onu. Il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel dell’Escoto, sarà  presente attraverso un lettera personale di sostegno al Forum Alternativo.

Nella giornata di ieri, gli attivisti che in questi giorni hanno partecipato ai seminari del Forum ufficiale, hanno denunciato il clima di tensione e stretto controllo da parte della polizia, che ha vietato la distribuzione di materiale informativo all’interno del Centro Congressi, ed era presente con una massiccia presenza nei workshops e  negli internet point. Si è parlato del divieto di manifestare e di aver paura di parlare liberamente. Dall’altra, è stata sottolineata la totale deficienza di risposte esaustive da parte dei rappresentanti delle grandi multinazionali  “Veolia, Coca Coca ecc..”  sui grandi temi riguardanti la distribuzione delle risorse idriche, e in particolare sull’aumento del prezzo dell’acqua nonostante la crisi economica mondiale.
La stessa Maude Barlow ha parlato di un “Forum gestito dalle stesse persone che hanno creato la bancarotta mondiale “un Forum per loro stessi” ha detto “per cercare una soluzione economica al problema idrico”.

INTERVISTA

Da Istanbul intervista di Fabio Laurenzi (presidente Cospe) a Jorge Curado, segretario nazionale dell’acqua (Ministro dell’acqua) – Ecuador.
 
D: Ministro, ho ascoltato il suo intervento qui nella parte del forum della società civile, un forum alternativo, però lei partecipa anche al Forum ufficiale, dunque la domanda è qual è la posizione che lei ha portato lì al Forum ufficiale e quello che ha detto qui nel forum della società civile.
R: La posizione è la stessa. Di fatto noi nel Forum Mondiale dell’Acqua siamo ora in possesso della tavola rotonda a livello ministeriale e lì abbiamo sollevato molti aspetti per cercare di approfondire la dichiarazione e la possesso del Forum per garantire il diritto fondamentale tra i diritti umani all’acqua, e inoltre altri elementi che per noi sono già parte della Costituzione, parte del processo politico, giuridico del Paese, che si è stabilito. Quindi noi dobbiamo informare su questo a realizzare tutte le sessioni che siano necessario per il problema della maggior quantità di cambiamenti possibili in tutti gli ambiti. Per questo la nostra posizione è uguale lì e qui.
D: Lei ha parlato di un processo di riforma costituzionale in Ecuador che consideri il tema dell’acqua come tema fondamentale, quindi quali sono gli elementi chiave di questa riforma. 
R: La riforma già esiste, già è avviata. Abbiamo già una nuova Costituzione, che è stata approvata nel settembre dell’anno passato e ci sono vari elementi importanti: in primo luogo la Costituzione riconosce l’acqua come un diritto fondamentale.
 

INTERVISTA

Intervista a  Roberto Lusachi – parlamentare della sinistra unitaria europea e anche membro della commissione ambiente – delegato a partecipare al Forum come Parlamento Europeo.
D. Dal tuo intervento che hai appena fatto alla parte del Civil Water Forum hai parlato della ultima risoluzione del Parlamento Europeo in qualche modo difendendola nonostante le critiche che ha ricevuto da chi ritiene che sia un passo indietro, perché secondo te è una risoluzione importante?
R.diciamo le cose come stanno. Io ho votato contro la risoluzione, perché la ritenevo anch’io un passo indietro rispetto a quella del 2006, che aveva n modo molto limpido assunto le posizioni del movimento e anche per sottolineare diciamo l’esigenza di passare dalle parole ai fatti, quindi non una difesa, ma una considerazione sul contesto. Cioè nel contesto che si è determinato in questo Forum, da quello che so la risoluzione finale rischia di essere decisamente inaccettabile, e dunque c’è un uso possibile anche di una risoluzione ambigua e contraddittoria come quella europea. In questa risoluzione comunque il diritto all’acqua viene posto, anche se in modo ambiguo, la priorità è quella sanitaria, c’è l’idea che bisogna uscire dalle forme di commercio mondiale, la cooperazione dal basso rispetto agli impegni del millennio, il rapporto con il clima, il rapporto con l’ONU e quindi con Copenaghen  e quindi il ragionamento di fondo che bisogna uscire da questa situazione di una struttura privata.
D. Esatto perché tu hai detto esplicitamente che le Nazioni che dovrebbero assumere il tema dell’acqua al pari del clima e in qualche modo loro essere responsabili della definizione di impatto mondiale dell’acqua che possa dare delle regole comuni.
R. Sì ce ne sono tutte le condizioni oramai, l’istituto Ipps, il pannel di scienziati che fa da riferimento per le decisioni di Kyoto ha prodotto un interessantissimo materiale proprio sulle conseguenze del cambio climatico sull’acqua e quindi c’è già il materiale a disposizione.
L’UNEP mi ha contattato come ha contattato altri parlamentari europei per presentarci i loro studi le loro ricerche sul rapporto che c’è tra la situazione climatica e l’acqua, la desertificazione e anche l’immigrazione. Come è successo per le foreste che stanno entrando in un ragionamento molto più complesso del vecchio pacchetto Kyoto, il nuovo Kyoto è una cosa molto complessa, deve entrare anche l’acqua e a quel punto non ha nessuna ragione di non essere inserita nella cose che segue l’ONU magari con una agenzia specifica e con la governante di Kyoto.
D.  Infine, quali sono i prossimi appuntamenti che impegneranno il parlamento europeo su questo tema?
R. Copenaghen. Sul clima l’Europa si è mosso come soggetto politico, l’ha fatto fino in fondo, a parte qualche compromesso di troppo, ma insomma adesso sulla crisi economica non lo sta facendo, qui c’è una scelta, c’è la scelta di rinazionalizzare le politiche,di dare spazio elettorale ai governi, ma c’è  la difficoltà di operare con gli strumenti attualmente disponibili, quando la crisi economica chiede di ripensare le politiche monetarie, e dunque ripartire sul clima,ritrovare questa soggettività europea, compresa la risoluzione che abbiamo approvato che dice che dobbiamo portarci l’acqua dentro Copenaghen e dunque per chi ci sarà al Parlamento europeo credo che ci sarà una stradada percorrere ma anche per i movimenti a Belem si è detto Copenaghen appuntamento centrale.
 

ARTICOLI E INTERVENTI:

Il tema dell’Acqua impone, o dovrebbe imporre, di confrontarsi con i tanti livelli in cui trova implicazioni- dal locale, al nazionale, fino alle relazioni internazionali e multilaterali- oltre che con le diverse questioni che richiama- dall’acqua come “diritto fondamentale” e “bene comune” , all’acqua come “merce”, oggetto di contrattazioni commerciali ed economiche a livello globale.
L’acqua, essendo percepita e vissuta quotidianamente da tutti, anche dal comune cittadino italiano, come un bene essenziale, è diventata negli ultimi dieci anni una questione paradigmatica e relativamente comprensibile di ciò che intendiamo e spesso critichiamo parlando di globalizzazione. Non è difficile spiegare perché si possano pianificare guerre all’interno di uno stesso paese, o tra nazioni diverse, per garantirsi l’accesso alla risorsa idrica o il controllo delle fonti. È piuttosto complicato comprendere, da parte dei più, che l’acqua può diventare oggetto di mire e di interessi economici; e, per lo stesso motivo, nonostante negli ultimi vent’anni siamo stati oggetto di una sorta d’educazione forzata che ci ha spiegato (nonostante le evidenze contrarie) di come il mercato ed il privato possano sempre conciliare l’interesse d’impresa con quello collettivo, è stato relativamente facile incontrare la sensibilità di migliaia di utenti del servizio idrico italiano quando si è trattato di mettere in discussione il modello di privatizzazione della gestione di questa risorsa. Un modello che, per lungo tempo, è sembrato affermarsi senza colpo ferire e che oggi, per fortuna, sembra vivere un momento di riflessione (leggi tutto su http://www.cospe.org)

storia, civiltà vita
ACQUA: OPPORTUNITÀ E RESPONSABILITÀ PER LE ONG
di Fabio Laurenzi
ACQUA BENE COMUNE:Riportiamo l’ intervento Paolo Rumiz (giornalista di la Repubblica ) – 12 marzo 2009
 
Mi sono occupato di molti temi nel mio mestiere.Guerre etniche e planetarie, crolli di sistemi e di alleanze politiche, esplorazione dei territori e viaggi alle periferie del mondo. All’acqua sono arrivato solo pochi mesi fa, quasi per caso.  Era successo che era stata approvata una legge che rendeva inevitabile la privatizzazione dei servizi idrici. La svendita di un patrimonio comune, mascherata da rivoluzione efficentista. Tutto questo era avvenuto nel mese di agosto, alla chetichella, senza proteste da parte dell’opposizione. Il popolo era rimasto tagliato fuori da tutto. Gli interessi attorno all’operazione erano così trasversali che i giornali avevano taciuto, i partiti e i sindacati pure. Mi sembrava inverosimile che una simile enormità potesse passare sotto silenzio. Così ne ho scritto. E la pioggia di lettere attonite che ho ricevuto in risposta hanno confermato l’assunto. L’Italia non ne sapeva niente. Non entro nello specifico di questa scandalosa ruberia inflitta agli italiani. Altri lo faranno meglio di me. Dico solo che occupandomene, dopo 35 anni di mestiere, ho provato lo stesso brivido della guerra dei Balcani. Come allora, ho avuto la certezza che cadesse un sipario di bugie, e si svelasse la verità nuda di una rapina ai danni del Paese e dei suoi abitanti, l’ultimo assalto a un territorio già sfiancato dalle mafie, dalle tangenti e dalla dilapidazione del bene comune. (leggi tutto su www.cospe.org)
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IL DECRETO LEGGE 133: UNA LEGGE CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI
 
Considerare il problema dell’acqua esclusivamente come un problema dei paesi in via di sviluppo significa  evitare di aprire gli occhi sull’emergenza della gestione delle risorse idriche in Italia. E non si esagera nel definirla emergenza, dato che le prospettive dettate dalle nuove leggi in proposito aprono sipari inquietanti. Se, infatti, all’inizio del XX secolo si pubblicizzarono e si nazionalizzarono i servizi idrici di quasi tutto il mondo, da alcuni decenni esponenti politici e grandi organizzazioni finanziarie internazionali spingono sempre più verso una privatizzazione totale, non solo delle reti di distribuzione dell’acqua, ma anche delle fonti e dei bacini idrici. La privatizzazione ha modalità differenti di applicazione. Nello specifico, vengono definiti due tipi di modello: uno, detto all’ “inglese”, che prevede la privatizzazione sia delle reti idriche sia della loro gestione, disciplinate però da autorità pubbliche, un altro detto alla “francese”, che prevede la privatizzazione soltanto della gestione delle reti, lasciandone pubblica la proprietà. In pratica si preserva la proprietà pubblica, consentendo la natura privata della gestione. Anche l’Italia a partire dalla legge Galli (1994), in seno alla tendenza europea di seguire questo principio ha dato vita agli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) , organi che hanno il compito, appunto, di affidare la rete idrica ad un gestore.
Quest’ultimo può essere una società interamente pubblica (chiamata in-house),  una società privata o una società mista pubblico-privata.
Nel 2001 ci fu un ulteriore tentativo verso un’industrializzazione del servizio idrico: l’art. 35 della legge 448 introdusse l’obbligo di affidare la gestione tramite gara ad una società di capitali. La legge fu bloccato in extremis dall’Unione Europea, che la mise in mora: in pratica fu ancora possibile una gestione dell’acqua pubblica, o meglio di società a gestione pubblica (le in-house di cui prima). Questo fino allo scorso agosto, quando viene approvato il decreto legge 112, poi diventato art 23-bis (l. 133/2008): mentre tutti erano in vacanza, nel silenzio completo di media e di chi ha il compito di salvaguardare i beni comuni di tutti i cittadini, l’attuale governo decide che entro il 2010 tutti i servizi pubblici locali saranno privati. Quindi anche l’acqua.
La giustificazione nelle stesse parole del decreto, si nasconde dietro a tre parole: “Efficace, Efficiente ed Economico”. Eppure i giornali riportano in continuazione esempi di mala gestione delle società private,  di reti idriche fatiscenti mai rinnovate, di spese per i consumatori triplicate senza motivo e di una crescente difficoltà nell’ampliamento e diffusione della stessa rete idrica.
A Parigi, come negli Stati Uniti le amministrazioni locali stanno ottenendo un ritorno all’acqua pubblica, e una drastica diminuzione dell’intervento delle multinazionali  nella gestione di essa.
Ø      Anche in Italia comuni e amministrazioni, personalità della politica e della cultura hanno alzato la voce per difendere questo bene comune, mentre centinaia di persone sono scese in piazza con questo intento comune. L’acqua non è mai stata né potrà mai essere un bene economico. Ecco il significato di tante campagne, del Comitato per il Contratto mondiale dell’acqua, dell’attività di tante persone che non si fermano di fronte ad una legge sbagliata, ma ne sottolineano l’errore fondamentale.  Soltanto quando si smetterà di affermare che l’acqua è un bene economico e quando finalmente leggeremo sulle più importanti convenzioni dei diritti dell’uomo “diritto all’acqua” sarà realmente garantita a tutti una vita dignitosa.

di Geraldina Vespucci
COSPE ADERISCE A:

Portatori d’Acqua”, che ha l’intento di attivare un processo di partecipazione e di mobilitazione di risorse da parte dei cittadini, istituzioni ed enti locali , disponibili ad impegnarsi a difesa dell’acqua attraverso una serie di comportamenti individuali e collettivi Sottoscrivendo i principi della campagna i soggetti coinvolti si impegnano a praticare comportamenti responsabili nei confronti dell’acqua e partecipano ad azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento delle istituzioni a salvaguardia dell’acqua e al riconoscimento del suo diritto. (www.portatoridacqua.it)
 
– W.A.T.E.R. (Water Access Through Empowerment of Rights), campagna europea promossa da Cevi, Cicma, Cipsi, Cospe, Legambiente, Cerai (Spagna), France Liberté (Francia), Green (Belgio), Kessa Dimitr (GRECIA) Humanitasa (Slovenia), TN (Olanda). Lo scopo principale della campagna  è quello di fare tutto il possibile per introdurre il diritto all’acqua all’interno degli ordinamenti legislativi e regolatori degli Stati. Il tema è centrale in un contesto storico nel quale l’ONU ha promosso il decennio 2005-2015 quale “decennio dell’acqua” in cui l’obiettivo da raggiungere è dimezzamento del numero delle persone che ancora oggi, e siamo intorno al miliardo e mezzo, vedono negata qualsiasi forma di accesso all’acqua potabile.
– Contratto Mondiale sull’Acqua  ( http://www.contrattoacqua.it)
Nel novembre 2008, inoltre Cospe ha partecipato all’iniziativa “Carovana dell’Acqua In America Centrale”, un iniziativa che ha attraversato Nicaragua, Guatemala, Honduras e El Salvador per portare solidarietà e sostegno alle mobilitazioni messe in atto da alcune comunità dell’America Centrale impegnate nella difesa delle proprie risorse idriche dai processi di privatizzazione e di mercificazione della loro gestione.
 
 
Che cosa ha incontrato la carovana nel suo passaggio?
La carovana ha attraversato quattro  paesi del sud america, ovvero  Nicaragua, Salvador, Honduras  e Guatemala. Lo scopo della carovana è stato quello di conoscere i problemi legati all’acqua in quei paesi in cui l’acqua è un problema sensibile.  Mentre un tempo si parlava esclusivamente di problemi legati alla terra, oggi si parla e si lotta per il diritto all’acqua. I quattro paesi hanno mostrato problematiche simili, ovvero contaminazione dell’acqua, a causa dei pesticidi utilizzati dalle imprese multinazionali, la costruzione di dighe per centrali idroelettriche, che inondano intere comunità e senza garantirli di alcun guadagno futuro, , e in ultima il diffondersi della privatizzazione dei sistemi idrici. Il panorama dei movimenti del centro america è molto esteso. C’è una viva partecipazione da parte di tutti, e i movimenti sono autorganizzati. Spesso il loro scopo è quello semplicemente di portare l’acqua dove non c’è, e nel fare questo le comunità si autotassano o organizzano delle piccole lotterie. I risultai nella pratica non sono un gran che, dato l’alto tasso di povertà, ma la gente ci crede molto, e queste forme sono le uniche che possono fermare la strada delle privatizzazioni. Ad esempio, in Honduras, abbiamo fatto un importante incontro con l’azienda Agua San Pedro, l’azienda privata che gestisce l’acqua di tutta San Pedro, che risulta essere di proprietà al 51 percento di Acea, azienda italiana.  I dirigenti hanno parlato di come funziona bene servizio privato, i prezzi bassi che applica e la qualità migliore dell’acqua, degli investimenti che stanno applicando per migliorare il servizio. Anche noi siamo usciti con un’idea positiva ma il movimento locale ci ha spiegato come questa politica sia una risposta politica che mira a dequalificare il servizio pubblico e  rilanciare l’impresa privata. In questo modo il mercato che si apre, e una volta entrati….
 
Il problema dell’acqua in centro america è aumentato o è solo aumentata la sensibilità verso il problema?
No, il problema sta esplodendo. Prima non c’erano dighe, oggi continuano a essere costruite. Inoltre aumenta anche lo sfruttamento minerario, e si sa che le miniere inquinano l’acqua. In  risposta a tutto questo si incontrano forme di mobilitazione organizzata.
Ad esempio in Nicaragua e Salvador ci sono state marce molto partecipate, molto più partecipate che in Italia. Lì la coscienza del diritto all’acqua è molto diffusa. Fondamentalmente il problema aperto è quello delle leggi. Se non ci sono legge che dicono che l’acqua non è merce, le scappatoie verso la privatizzazione sono ampie.
 
Quali sono gli impegni della carovana al suo ritorno?
La prima cosa è quella di non chiudere il discorso che si è aperto in questi mesi. L’obiettivo è di dare continuità a quest’esperienza, rimanendo in contatto con i movimenti incontrati nei paesi visitati, ovvero continuando il monitoraggio e contribuendo attraverso una rete consolidata a dar forza ad essi. Noi, intanto, possiamo imparare a diffondere una coscienza su questi problemi.
 
Intervista a Marco Iob –  CEVI raccolta al ritorno dalla Carovana per l’Acqua in Centro America  (8-22 novembre 2008) durante il convegno “Nuove strategie per il diritto all’acqua”  (28-29 novembre 2008) a Milano
 
A cosa è servita la carovana?
La Carovana ha attraversato quattro paesi del centro america. In ogni paese, la nostra delegazione ha incontrato i gruppi, i movimenti o i coordimaneti che lavorano e lottano per il diritto all’acqua.
L’aspetto più interessante di questa esperienza sicuramente è stato il contatto diretto con queste realtà, conoscere le tematiche , i problemi ma anche le prospettive, e vedere come tutto ciò abbia un così forte impatto sociale. Ma per dare importanza a tutto ciò bisogna inserirlo in un lavoro internazionale, in modo tale che anche a livello istituzionale acquisisca valore. Solo così i movimenti possono riuscire a interloquire con presidenti e legislatori. Il prossimo obbiettivo sarà dunque quello di connettere i movimenti con una rete internazionale, perché le esperienze degli altri paesi siano presi a riferimento. Solo così le proposte di legge dei movimenti possono aprire campi di discussione, solo con legami internazionali.
 
E in Italia quali saranno le iniziative?
Comunicare esperienza, per prima cosa. Sia da un punto di vista politico, sia da un punto di vista umano. In Italia c’è bisogno di un rafforzamento dei movimenti locali,  in centro america c’è bisogno di collaborazione e cooperazione internazionale, affinché le multinazionali che operano a discapito dei diritti vengano denunciate. In questo lavoro le Ong hanno avuto e avranno un ruolo fondamentale. Con loro siamo in piena sintonia di intenti e progettualità, inoltre hanno un bagaglio di esperienza sul campo di tutto rilievo.
 
ESPERIENZE A CONFRONTO:
LA TESTIMONIANZA DELLA CAROVANA DELL’ACQUA
Intervista a Cinzia Thomareizis raccolta al ritorno dalla Carovana per l’Acqua in Centro America  (8-22 novembre 2008) durante il convegno “Nuove strategie per il diritto all’acqua”  (28-29 novembre 2008) a Milano
 
APPUNTAMENTI
 
SABATO 21 MARZO 2009: FIRENZE – Cena sociale “acqua bene comune”
L’associazione “Ingegneria senza frontiere” organizza una cena per il finanziamento di un progetto legato alla campagna “Acqua bene comune per tutti” in Burkina Faso, presso Il Circolo Il Progresso, via Vittorio Emanuele 135, dalle ore 19.30 alle 23.55.
 
DOMENICA 22 MARZO 2009:  FIRENZE “WATER WANTED”
COSPE e “Ingegneria senza frontiere” scendono in piazza Santa Croce a Firenze, dalle 10.00 alle 16.00 per sensibilizzare la cittadinanza verso la più importante delle risorse. Saranno presenti i volontari del Cospe e di Isf con alcuni stands informativi con libri, documentari e depliants.
 
CASALECCHIO DI RENO (BO) “GOCCIA DOPO GOCCIA”
Il gruppo del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi del comune di Casalecchio di Reno  (CCRR) con la collaborazione di Cospe e di Coop Adriatica, hanno dato vita ad una festa presso la Casa della Pace LA Filanda (Via Canonici Renani 8/10, Casalecchio di Reno) dove saranno presentati corsi, esposizioni, e proiezioni sul tema dell’acqua. Saranno presenti Beatrice Grasselli, Ass. all’Ambiente, ed Elena Iacucci, Ass. alle Politiche Educative.
 
PONTASSIEVE-MONTELORO (FI) “ Di Goccia in Goccia Affrontando un’emergenza”
Cospe e l’associazione “I luoghi comuni” propongono alle ore 16.00 presso il Circolo ARCI di Monteloro (Via di Monteloro 31, Pontassieve), un incontro sul problema dell’acqua. Intervengono raccontandoci la loro esperienza: Carlos Cotto (Redes – El Salvador), Luigi Partenza (Cospe Nicaragua). A seguire proiezione del video “Ritratto di Altinè nella stagione secca”, un film documentario di Elisa Mereghetti e Marco Mensa.
A fine incontro un breve momento conviviale a cura dell’Associazione  “Il Luogo Comune”.
 
25 MARZO. MONTEGGIORI-  LUCCA  Cena conviviale.
Una cena conviviale a partire dalle ore 19.00 come pretesto per incontrare la delegazione della Carovana dell’Acqua del Centro America. Saranno presenti Carlos Cotto e Jorge Alcides Linares (Ass. Hermandad de Honduras). La cena è promossa dagli amici del circolo Alex Langer.

27 MARZO 2009:  GENOVA: CONVEGNO: “Acqua bene comune – Dal Forum di Istanbul alla Carovana dell’Acqua, ponte tra Italia e Centro America”
“Acqua bene comune – Dal Forum di Istanbul alla Carovana dell’Acqua ponte tra Italia e Centro America”. Nell’aula Mazzini della Facoltà di Scienze Politiche, venerdì 27 marzo, si tiene una tavola rotonda sul tema dell’acqua  a partire dalle ore 10.00. Al Convegno verrà presentato il resoconto della Carovana dell’acqua del Centro America che dal 8 al 22 novembre 2008 ha attraversato Nicaragua, El Salvador, Honduras Guatemala con lo scopo di creare una rete e posizioni comuni a difesa dell’acqua. Partecipano tra gli altri Emilio Molinari (Pres. Comitato Ita Contratto Mondiale Sull’Acqua), Luigi Partenza (resp. Cospe in Nicaragua), Piero Pelleschi (Cospe), Davide Miozzo (Cima foundation), Jorge Alcides Linares (Ass. Hermandad de Honduras), Carlos Cotto (Resp. Redes del Salvador) Al termine proiezione del film sulla carovana dell’acqua in centro AMERICA.
 
Dal 27 MARZO al  5 APRILE: PIANO DI MOMMIO (LU): Mostra Fotografica “Futuro di sabbia”
Presso i locali parrocchiali dell’Auditorum Arcobaleno (Piano di Mommio, via Sarzanese Nord-7120), sarà allestita la mostra “Futuro di sabbia”, organizzata dal Circolo Alex Langer in collaborazione con il Circolo culturale “Il Sicomoro”.  L’inaugurazione sarà in giorno 27 marzo, la mostra resterà nei locali fino al 5 aprile.
 
30 MARZO
FIRENZE- Convegno: “Acqua in movimento- Dalle carovane dell’acqua in america latina al controforum di Istanbul”
Una conferenza-tavola rotonda sul tema dell’acqua bene comune, organizzata da Ingegneri senza Frontiere di Firenze e Cospe, si terrà  nell’aula della Facoltà di Ingegneria (via S.Marta 3, Firenze) a partire dalle ore  17.30 del prossimo 30 marzo. A seguire proiezione di video sulla carovana dell’acqua in Centro America. Interverranno Fabio Laurenzi, Piero Belleschi, a ritorno dal controforum di Istanbul, Jorge Alcides Linares (ass. Hermandad de Honduras), Carlos Cotto(resp. Redes del Salvador), Laura Guarnieri, Riccardo Lazzerini e Tommaso Pacetti.
 
CASELLE DI SOMMACAMPAGNA – VERONA “Acqua in movimento-Dalle carovane dell’acqua in america latina al controforum di Istanbul”
Incontro con alcuni rappresentanti della delegazione al “contro forum di Istanbul”.
 
 3 APRILE 2009
STRADA IN CHIANTI (FI): “Acqua bene comune – Dal Forum di Istanbul alla Carovana dell’Acqua ponte tra Italia e Centro America”
Il Comitato “Selma” di Greve in Chianti presso il circolo Arci di Strada proietta un documentario prodotto da Cospe. A seguire dibattito con un esperto del Cospe sulle tematiche trattate.
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Cospe
Via Slataper, 10  50134 Firenze
Tel. 055 473556 – fax 055 472806
cospe@cospe.itwww.cospe.org

 


 

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