"Abusi linguistici" contro i migranti nei media.Quando l’etica professionale non basta.

Quanto si sentono responsabili i giornalisti italiani nel trattare temi come l’immigrazione e l’asilo politico? Quali principi di autoregolamentazione permetterebbero ai mezzi di informazione di esprimere correttamente i valori Costituzionali e il rispetto dei diritti umani, la tolleranza, la presunzione di innocenza, l’uguaglianza ? (invece che stimolare la paura per il diverso e l’associazione tra criminalità e immigrazione?)
Ma soprattutto…cosa si può fare perchè la stampa italiana e i giornalisti italiani ridiventino credibili nel trattare questi temi e per fare in modo che i giovani europei ricomincino a fidarsi di alcuni media mainstream anzichè continuare a ricercarsi autonomamente le informazioni attraverso altri canali?
L’Iniziativa dell’UNHCR (l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati) per un’informazione eticamente corretta sui migranti attraverso una nuova Carta deontologica nasce anche da questi importanti interrogativi.
Discutiamone considerando il problema delle fonti, dell’abuso di parole come emergenza e clandestino, delle possibili sanzioni disciplinari e dell’equilibrio fra tutti i colori della cronaca.

Purtroppo non è solo un problema di etica del singolo giornalista ma in maniera più ampia di tutto il sistema dei media "istituzionali". Gli editori, ormai contesi da finanza e politica, sempre più difficilmente si occupano di alcuni argomenti mantenendo una prospettiva equilibrata e seria. Con buona pace del giornalismo "ufficiale" di inchiesta, quello scomodo per intenderci. Qualsiasi argomento, compresa dunque la serissima questione degli immigrati, viene utilizzato per enfatizzare alcune situazioni o al contrario per passarle sotto silenzio in virtù di occulti calcoli opportunistici. C’è chi si avvantaggia dal far apparire la questione immigrati come una minaccia alla società ed enfatizza i titoli in quel senso e chi fa l’opposto. E il problema non si risolve neppure con l’introduzione di sanzioni pecuniare perchè è ovvio chei grandi editori non hanno alcun problema a pagare qualcosa se il tornaconto è di gran lunga maggiore.
Si potrebbe, tanto per cominciare, sanzionare questi comportamenti privando le testate recidive dei propri inserzionisti per un periodo di tempo più o meno lungo o piuttosto premiare i media più equilibrati, solitamente i più piccoli e indipendenti, dirottando su di loro i fondi dello stato che ad oggi vengono distribuiti a tutte le testate.
Sul problema delle fonti diciamoci la verità, buona parte dei media ormai non sente più neppure il bisogno di verificare in loco le veridicità delle notizie o di approfondire gli argomenti. Il giornalismo d’agenzia è molto più comodo e meno costoso del classico cronista sul campo. Poi a giudicare dal genere di notizie che passano oggi i media non è più neppure necessario. Che si tratti di immigrati o altro basta un pò di fantasia per collegare alla notizia un pò di gossip e il materiale si trova in un attimo.

http://www.cafebabel.com/ger/forum/topic/264/


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